Lo sapevate che il GAL ha organizzato un progetto di cooperazione e reti a sostegno dell’olivicoltura regionale?
Questo progetto ha l’obiettivo di rafforzare le reti collaborative collegate alla filiera olivicola regionale in considerazione delle molteplici sfide che attendono il comparto, tra le quali i cambiamenti climatici e avversità fitopatologiche e/o entomologiche. Il progetto permetterà una diffusione capillare delle conoscenze e lo scambio di informazioni ed esperienze, finalizzata al sostegno e valorizzazione dell’olivicoltura, dell’economia e della cultura.
In particolare, noi di QB abbiamo partecipato ai primi due incontri sulla potatura degli olivi che si sono tenuti venerdì 15 e sabato 16 marzo. Il corso si è diviso in due parti: una prima lezione sui banchi dell’auditorium comunale di Galbiate, più teorica, e l’altra dimostrativa al Castello di Vezio (Perledo, LC). A tenere il corso sono stati 3 dottori agronomi Giandomenico Borelli, Riccardo Pozzi, Michele Dell’Oro, che hanno condiviso con noi preziosissime informazioni.



GAL: Progetto Olivicoltura – I 4 Principi Fisiologici Fondamentali
L’olivo opera secondo quattro principi fisiologici fondamentali:
- Dominanza Apicale: La cima dell’olivo svolge un ruolo cruciale nel garantire l’equilibrio della pianta. Limitare o rimuovere i polloni e i succhioni è essenziale per evitare che sottraggano nutrimento alla pianta madre.
- Basitonia: Questo principio riguarda la modalità di crescita dell’olivo, con una maggiore attività vegetativa nelle parti basse della pianta rispetto a quelle più alte, che tendono a crescere verso l’alto.
- Dicotomia: L’olivo si caratterizza per una modalità di crescita in cui ogni ramo si divide, dando vita a una struttura ramificata che si espande verso la luce. Ogni gemma si sviluppa come un candelabro, contribuendo alla forma caratteristica dell’albero.
- Rinnovo Branchetta: L’olivo presenta tre tipi di rami. I succhioni verticali, che non sono produttivi; i rami obliqui, che sono invece responsabili della produzione di frutti; e i rami in continuo rinnovo, che contribuiscono alla vitalità e alla rigenerazione della pianta nel tempo.
GAL: Progetto Olivicoltura – Struttura e Concimazione dell’Olivo
Prima di procedere alla potatura, è essenziale comprendere le esigenze specifiche della pianta e il suo ciclo vegetativo.
È importante tenere presente che, oggi più che mai, la tempistica gioca un ruolo cruciale. Anche un ritardo o un anticipo di sole 24 ore possono avere conseguenze significative sul raccolto.
Parte 1: Il Sistema Radicale
Cominciamo dal basso, dalle radici, poiché ogni intervento di potatura influisce anche sulle parti non visibili della pianta, ovvero il sistema radicale. Un’eccessiva potatura può infatti compromettere anche la salute delle radici, causando un malassorbimento degli elementi nutritivi.
Ci si deve quindi chiedere: dove si trovano le radici che assorbono i nutrienti? dove è necessario concentrarsi nella concimazione?
L’olivo ha un sistema radicale che si estende per 60/70 cm, con radici di ancoraggio alla base del tronco. Queste radici, non particolarmente efficienti nell’assorbimento, richiedono concimazione oltre la zona basale, fino alla proiezione della chioma, dove si trova il capillizio radicale, responsabile dell’assorbimento effettivo dei nutrienti.
Parte 2: Il Ciocco o Ceppaia
Successivamente, dopo le radici, troviamo il ciocco o ceppaia, situato alla base del tronco e responsabile della generazione di nuovi rami grazie alla presenza di gemme avventizie.
Nota: Questa parte del tronco facilita la crescita di nuovi rami, soprattutto in seguito a tagli drastici della chioma.
Parte 3: I Rami
Infine, analizziamo i rami, distinguendo tra due tipologie:
- Rami a Legno: Si tratta di polloni che emergono direttamente dal tronco o succhioni che si sviluppano su rami esistenti. Questi rami, lunghi e verticali, possono generare ulteriori ramificazioni.
- Rami di Tipo Misto: Caratterizzati da diametri più piccoli e tendenza a piegarsi, possono generare sia fiori che nuova legna. È importante mantenere un equilibrio tra i rami misti per garantire una produzione fruttifera ottimale.
GAL: Progetto Olivicoltura – Potatura

Le tecniche di potatura dell’olivo sono varie, ma bisogna considerare la sua natura eliofila, che richiede luce per fruttificare. Pertanto, durante la fase di impianto, è cruciale garantire spazi adeguati affinché ogni pianta riceva la giusta illuminazione.
Ciò si traduce nella creazione di un cono di luce tra le piante, che illumina uniformemente la chioma. Durante la potatura, si adottano forme di allevamento aperte che favoriscono la penetrazione della luce.
Si consiglia l’utilizzo della forma di allevamento chiamata “vaso policonico” o “vaso policonico semplificato”. L’olivo, essendo naturalmente un arbusto, sviluppa molti rami nella parte bassa della pianta. Con il vaso policonico, si mira a distribuire la vegetazione in modo uniforme lungo ogni branca dei coni.
Durante la potatura, si seleziona un tronco principale da cui partono 3 o 4 branche principali, su cui si forma la struttura a vaso policonico. Questo processo implica l’allargamento obliquo della branca principale, seguito dall’allevamento in verticale, con la fine della branca principale fungente da cima.
È importante notare che anche se non potato, l’olivo continua a produrre. Tuttavia, la potatura migliora la qualità della produzione e facilita le operazioni di trattamento. Le piante non potate tendono ad avere un eccesso di legno e una minore quantità di foglie, il che richiede un maggiore apporto nutritivo. Al contrario, una potatura adeguata porta a una maggiore presenza di foglie e a una quantità limitata di legno, migliorando sia la qualità che la facilità della raccolta.

GAL: Progetto Olivicoltura – Problematiche
Gli olivi sono alberi antichi e preziosi che richiedono cure e attenzioni particolari per mantenere la loro salute e produttività. In questa parte, elencheremo alcune pratiche essenziali per la cura degli ulivi, nonché le principali problematiche che possono minacciare la loro salute.

Controllo della rogna:
La rogna è una malattia comune degli ulivi, caratterizzata da macchie scure sulle foglie e sui frutti. Una pratica tradizionale per combattere la rogna è l’abbattimento della singola pianta infetta, in modo da isolarla e non rischiare che anche le altre piante vengano contagiate.

Controllo della Zofera:
La Zofera è un insetto che depone le uova nelle cavità della corteccia dell’ulivo, causando danni significativi alla pianta. È importante monitorare attentamente la presenza di questo insetto e adottare misure preventive, come la disinfestazione delle cavità con fiamma per distruggere le uova.

Cimice:
Le cimici possono causare danni significativi agli ulivi nutrendosi dei loro germogli e frutti. Le tecniche di lotta includono l’uso di insetticidi selettivi e l’attrazione di predatori naturali.

Mosca dell’olivo:
La mosca dell’olivo è un altro parassita temuto dagli agricoltori, poiché depone le sue uova nelle olive, danneggiandole e compromettendo la qualità dell’olio. Il controllo della mosca dell’olivo può richiedere l’uso di trappole, insetticidi o tecniche di copertura per proteggere i frutti.

Locuste:
Anche se meno comuni rispetto ad altri parassiti, le locuste possono rappresentare una minaccia per gli ulivi, soprattutto in caso di infestazioni su larga scala. Le strategie di lotta contro le locuste possono includere l’uso di insetticidi specifici e la gestione del paesaggio per ridurre i siti di nidificazione.
GAL: Progetto Olivicoltura – L’approccio di QB:
Noi di QB, come azienda agricola biologica, adottiamo pratiche che danno priorità alla salvaguardia dell’ambiente e della fauna locale. Il nostro approccio si basa su tre passaggi fondamentali:
- Concimazione: Garantire una corretta concimazione è essenziale per promuovere la vitalità e la resistenza delle piante, fornendo loro i nutrienti necessari per affrontare malattie e infestazioni da insetti.
- Olio di Neem: Preferiamo prevenire piuttosto che curare! L’olio di neem, applicato sulle foglie con la frequenza adeguata (ogni 5 giorni e dopo ogni pioggia), aiuta a tenere lontani gli insetti nocivi in modo naturale e sicuro.
- Controllo manuale degli insetti: Quando necessario, interveniamo manualmente per rimuovere gli insetti dannosi dalle piante, contribuendo così a mantenere un equilibrio ecologico senza l’uso di prodotti chimici nocivi.
I nostri 60 esemplari sono ancora molto giovani e sappiamo che ci aspettano ancora grandi sfide, ma ciò non toglie che ci impegneremo nella messa in pratica delle nostre conoscenze, della nostra professionalità e in particolar modo della nostra etica, che ci contraddistingue da sempre, per ottenere un prodotto eroico, buono e sano per tutti!
A presto!
QB🌸